Una gita sull’Antola

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Cosa facciamo questo fine settimana? Abbiamo impegni? Con sto caldo… ancora piscina? noooo

Dai andiamo a fare una gita nelle “nostre” montagne. Così ci alleniamo anche un po’ in vista della settimana di vacanza in montagna. Senza dover andare sempre sulle perfette Alpi, abbiamo la fortuna di avere mete e sentieri davvero interessanti nella nostra zona. Una tra queste può essere il Monte Antola.

La passeggiata non è stata particolarmente faticosa, il dislivello tranne un breve pezzo verso la fine non è particolarmente faticoso, basta avere molta pazienza, perché di sicuro con un buon passo ci vogliono 2 ore, ma con un Giorgio che non sta fermo un attimo nel suo zainetto e si diverte a sbilanciati scrollandosi come un pazzo, manco stesse ascoltando un brano degli Iron Maiden, e una Anna che ad ogni sassolino si ferma per raccoglierlo per portarlo a casa come ricordo (e guai a te se ne perdi volontariamente qualcuno perché ha una memoria visiva infallibile per cui riesce a capire se c’è un sasso un meno o no tra 50) oppure a raccogliere un rametto a terra o un filo d’erba, il tempo raddoppia di sicuro!

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Sappiamo che la nostra Annina cammina e volentieri in montagna per cui ci è bastato partire un po’ sul presto la mattina cercando di stimare bene in tempi, quello che forse abbiamo calcolato male è che a differenza di sua sorella, Giorgio non ama dormire nello zainetto ed stato come avere un trapano strillante nelle orecchie tutto il tempo. Anche lui forse per l’esperienza nuova era un continuo guardarsi intorno stupito, meglio di tanto traffico e casino della città sicuramente.

Dopo un oretta di macchina tra curve e salite abbiamo raggiunto Capanne di Carrega, precisamente Casa del Romano. Da qui cappello, zaino, frutta da somministrare ai bambini preparata per i momenti di eventuale crisi o stanchezza, acqua e soprattutto l’innovativa (per noi) crema spray che ci ha dato grandi soddisfazioni: facile da usare, unge poco, non è come spalmarsi del mascarpone addosso e protegge davvero alla grande!

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Tra mille soste e con la giusta fatica siamo arrivati in cima, ma siccome non siamo venuti fin qua per dimagrire abbiamo allungato di una decina di minuti la camminata per arrivare al rifugio Parco Antola, mettere le gambe sotto al tavolo e godersi 3 secondi di pace, prima di doversi alzare e rincorre Giorgio, ormai libero di scatenarsi da ogni zainetto che lo teneva prigioniero.

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Se i bambini lo consentono il pranzo nella terrazza del rifugio è davvero piacevole, una vista pazzesca e dei buoni piatti, tipici della zona.

Il posto è più per adulti che bambini, non c’è molto sfogo per loro, ma il modo di fare 4 salti loro lo trovano sempre.

Ripartire dopo una bella mangiata non è mai facile, ma alla macchina ci siamo tornati con un bilancio positivo. La natura, la fatica, i panorami, la compagnia paga sempre e la soddisfazione è tanta nonostante la schiena a pezzi e le orecchie stanche manco fossimo andati in discoteca con musica a tutto volume.

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